FIRENZE VINTAGE BIT 2026

L'evento di riferimento per i collezionisti di retrocomputer e gli appassionati di archeologia informatica.

Con il Patrocinio del COMUNE DI LASTRA A SIGNA
Tema: DALL'IDEA AL VIDEOGIOCO
Data: Domenica 29 Novembre 2026
Scritto da Alberto Apostolo

I primi videogiochi erano confinati tra le asettiche pareti dei laboratori di ingegneria elettronica. Nel 1972, fu “Pong” il primo videogioco a comparire nelle sale giochi e a essere installato nelle console per giocare a casa. Negli anni successivi furono prodotti i tipi più svariati di videogiochi che giravano sulla totalità dei computer venduti nel mondo (Commodore, Sinclair, MSX, Apple, IBM e compatibili) e le console come Atari (e poi Sega, Nintendo, ecc.). Alcuni titoli sono diventati iconici come, per esempio, “The Wall”, “Space Invaders”, “Pac Man”, “Arkanoid”. Poi ci sono i videogiochi che ricordiamo con nostalgia perché appartengono a momenti spensierati della nostra vita, con le interminabili sfide tra amici per decidere chi era il campione del giorno. L’inarrestabile miglioramento delle prestazioni hardware e software dei computer ha contribuito a mettere in commercio videogiochi sempre più affascinanti in ogni possibile aspetto: colori e grafica, effetti sonori, controlli e meccaniche di gioco, personaggi coinvolti in trame avvincenti. Le possibilità sono diventate praticamente infinite e giocare al giorno d’oggi è come partire per un viaggio per scoprire luoghi, personaggi e universi con un potere quasi magico di essere presenti, di interagire con ciò che succede sullo schermo oppure intorno a noi quando siamo immersi in una realtà virtuale. Ma alcune domande ritornano sempre: come è stato possibile arrivare fin qui? Come nasce un videogioco? E’ vero che un videogioco è il risultato dell'immaginazione e del lavoro dei suoi autori. Molti videogiochi sono stati creati a partire da bozze su un foglio di carta a quadretti dove si annotavano i movimenti del giocatore, gli ostacoli da superare, i nemici da affrontare, quali elementi grafici e sonori costituivano i vari livelli di gioco. Poi seguiva una fase di progettazione metodica per aggirare le limitazioni tecnologiche di un certo computer, scoprire i “bug” (errori generali di programmazione) e i “glitch” (comportamenti anomali del gioco vero e proprio). Ma qualche imperfezione era sempre in agguato. Sulle riviste di informatica, si poteva venire a conoscenza degli “exploit”, le tecniche scoperte da altri videogiocatori per ottenere vantaggi attraverso errori non risolti oppure mosse non previste dalla programmazione del videogioco. In altre occasioni, si pubblicavano i trucchi per accedere alle “backdoor” dimenticate dai programmatori (scorciatoie usate durante le fasi di sviluppo e test per accedere più facilmente ai livelli successivi di un gioco saltando ogni ostacolo disseminato lungo il percorso). La creazione di videogiochi non era solo appannaggio di aziende affermate. Chi disponeva di un computer, e aveva acquisito alcune tecniche di programmazione, poteva cimentarsi nel creare un proprio videogioco migliorando i programmi pubblicati dalle riviste oppure modificando alcune caratteristiche grafiche o sonore di un videogioco esistente. Molti professionisti del settore informatico hanno cominciato la loro carriera a partire dalla programmazione di videogiochi molto semplici. In sintonia con il tema della manifestazione, nella consueta conferenza della domenica mattina, i visitatori interessati potranno ascoltare alcune storie su come si realizzavano i videogiochi e ripercorrere l'evoluzione delle tecniche di progettazione nel corso del tempo. Attraverso il racconto di alcuni aneddoti personali si potrà apprezzare l’ingegno e la fantasia di chi voleva realizzare qualcosa con le proprie mani e diffonderlo nella comunità dei videogiocatori. Come da tradizione, su diverse piattaforme saranno disponibili videogiochi ed emulatori. Il programma della manifestazione sarà arricchito da altri eventi che si svolgeranno durante la domenica: workshop tenuti dai componenti della Redazione di RetroMagazineWorld e una esibizione musicale dal vivo eseguita dal Maestro Federico Santini nel pomeriggio.
L'edizione 2026 del Firenze Vintage Bit si svolgerà ancora a Lastra a Signa, all'interno della Scuola Primaria Santa Maria a Castagnolo (SMAC) grazie all'interessamento del Comune di Lastra a Signa e alla rinnovata concessione da parte del Consiglio dell'Istituto Comprensivo.
Per il patrocinio della manifestazione si vuole ringraziare il Comune di Lastra a Signa, in particolare nella figura del Sindaco Emanuele Caporaso.

Il Team di FVB.

Progetto grafico della locandina a cura di Walter Pugi.
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